Il Miele Scade? Vediamo se il Miele ha una Data di Scadenza o No
Il miele scade o no? Il miele è uno degli alimenti più ricco di nutrienti e benefici in natura: sin dall’antichità è ricordato per la sua dolcezza e delicatezza. Scopriamo insieme le cause scientifiche per cui il miele viene considerato un alimento che non scade e le leggi che ne tutelano il commercio.
Il miele scade o no?
Negli anni passati ci sono state molte teorie che catalogavano il miele come un alimento che non scadesse mai. Gli scettici però hanno sempre messo in discussione tali teorie affermando che in natura non possa esistere un alimento che nel tempo non si deteriori. Tuttavia, a confutare questa convinzione è stata una scoperta archeologica: durante degli scavi all’interno delle tombe egizie, sono stati rinvenuti recipienti ben custoditi e sigillati che al loro interno contenevano miele, che una volta analizzato è risultato biologicamente commestibile. Ma com’è possibile tutto ciò? Leggi anche: Miele è Antimicrobico: Lo Studio dell’Università la Sapienza
La scoperta egizia ha dimostrato che il miele non ha scadenza: è più opportuno affermare che il miele si conserva più a lungo nel momento in cui le condizioni di conservazioni sono ideali. La bassa quantità di acqua al suo interno è il primo fattore che determina la sua estesa longevità. La poca presenza di acqua, e di conseguenza, la bassa umidità che ne consegue, determina innanzitutto la poca proliferazione di batteri. Ciò significa che tutti i microrganismi presenti all’interno del miele non riescono a riprodursi per mancanza di acqua e di conseguenza muoiono disidratati. Ma non solo la bassa umidità incide sulla conservazione del miele!
Infatti, sono presenti diversi enzimi come la glucosio-ossidasi che, grazie a delle scissioni chimiche, trasformano il glucosio in acido gluconico e perossido di idrogeno (più comunemente chiamata acqua ossigenata). Così facendo si crea un ambiente acido tra il 3 e il 5 di pH, all’interno del quale, così come in ogni ambiente acido, la crescita di batteri verrà rallentata o del tutto inibita e bloccata.
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Perché il miele ha una data di scadenza?
Se compriamo un barattolo di miele sull’etichetta noteremo la scadenza con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”. Ciò indica il termine ultimo entro cui è possibile garantire la pienezza delle proprietà benefiche, organolettiche e nutritive del prodotto, che generalmente è di due anni. Una volta superato questo termine, tali proprietà possono ridursi, ma comunque il miele rimane commestibile con le proprietà organolettiche inalterate. È sempre consigliato conservare il miele in una confezione ben chiusa, in un luogo asciutto e fresco, lontano dal caldo e dalle fonti dirette di calore.
Tuttavia, ci sono dei casi in cui è sconsigliato il consumo di miele oltre la data di scadenza, non perché possa far male, ma più che altro perché ha subito dei processi che hanno determinato la perdita di tutte o una parte delle sue proprietà benefiche. Un esempio è la costante esposizione alla luce o a fonti di calore: in queste condizioni gli zuccheri si riducono esponenzialmente e gli enzimi perdono il loro potere. In tal caso il miele non diventa nocivo, ma cambia colore, consistenza e il sapore diventa acidulo. Ci sono dei casi dove il miele “va a male”: in questo caso si innesca un processo di fermentazione che rende il miele non commestibile. Ciò avviene quando oltre a non essere conservato in modo idoneo, la percentuale di acqua è molto alta: i batteri proliferano e si innescano diversi processi fermentativi che comporteranno la formazione di schiuma e il miele sarà non commestibile.
Quale è il modo giusto per conservare il miele?
Affinché il miele non si deteriori nel tempo, ma rimanga commestibile e mantenga la sua dolce freschezza, deve essere conservato con estrema accuratezza.
Innanzitutto controllare sempre che sia un prodotto artigianale, che non sia una miscela di mieli e che non sia stato sottoposto a processi industriali che potrebbero minare la sua freschezza e genuinità. Controllare che al momento dell’acquisto il barattolo sia sigillato; non conservarlo a temperature maggiori di 20 gradi e inferiori a 7 gradi, dunque non disporlo in frigorifero o a contatto con fonti calore; non esporlo assolutamente alla luce diretta del sole; dopo il consumo chiudere in maniera idonea il barattolo, così da non permettere all’aria di entrare a contatto con il miele. Questo senza ombra di dubbio è l’aspetto più importante: l’esposizione costante con l’aria potrebbe rendere il miele più umido e di conseguenza innescare processi di fermentazione.
La cristallizzazione è processo di deterioramento del miele?
Assolutamente No! In tanti pensano che il miele cristallizzato sia andato a male e dunque debba essere buttato, ma è del tutto sbagliato! La cristallizzazione del miele è un processo naturale che attesta e certifica la genuinità del miele. Avviene naturalmente e varia in base alla tipologia di miele e in base a un fattore fondamentale: la percentuale di glucosio e fruttosio presenti all’interno del miele. Se in una data tipologia il fruttosio supera in percentuale il glucosio, entrambi zuccheri naturalmente contenuti nel miele, non si avrà la cristallizzazione o sarà molto lenta; viceversa se il glucosio supera in percentuale in fruttosio, si avrà la cristallizzazione.
Dunque fare sempre attenzione a quali mieli acquistare: se ad esempio, un millefiori è sempre allo stato liquido o non è millefiori oppure è stato manipolato industrialmente probabilmente con un up and down termico per permettergli di mantenere nel tempo quella condizione fisica a discapito, dell’alterazione o perdita di quelle sostanza benefiche che rendono il miele un prodotto così speciale.


Commenti
Ho appreso cose che non sapevo.
Non si scrive “allungo” ma “a lungo”.
Imparate l’italiano per favore
Buongiorno Giovanni, innanzitutto grazie per la segnalazione, abbiamo provveduto alla correzione. L’italiano lo conosciamo molto bene, è stato solo un’errore di battitura.
Grazie articolo interessante complimenti.
Grazie per le spiegazioni molto utili.